Annea

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CONDENSATORI AMPLIFICATORE SCARICA

Posted on Author Mooguhn Posted in Software


    Come scaricare i condensatori in Amplificatori Ogni volta che si lavora sulla circuiteria elettronica di un amplificatore, è importante prendere precauzioni. Mi capita spesso di mettere mano su dispositivi con alimentatori switching e relativi condensatori da V, oltre che su amplificatori di potenza. Primo consiglio: non scaricare mai i condensatori con le dita, ne ho toccato . Quindi è possibile che, avendo scollegato l'amplificatore dalla. Salve vorrei sapere un buon modo per scaricare i condensatori elettrotici da volt che si trovano negli ampli a valvole, fino ad oggi usavo.

    Nome: condensatori amplificatore
    Formato:Fichier D’archive
    Sistemi operativi: MacOS. iOS. Windows XP/7/10. Android.
    Licenza:Gratis!
    Dimensione del file: 40.50 MB

    Accettando queste condizioni acconsenti all'uso dei cookie. Consulta l'informativa estesa. Indice Tecnica Elettronica. Consigli su cambio condensatori su ampli vintage. Discussioni di carattere generale sull'elettronica analogica e digitale. Didattica e applicazioni pratiche.

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    Ad esempio se hai messo un fusibile sul cavo positivo che va al condensatore, prima di attaccare il fusibile, metti al posto di quest'utlimo, la resistenza che ti viene fornita al momento dell'acquisto, o comunque una qualsiasi resistenza anche una lampadina 12V se vuoi.

    Vedrai che il condensatore inizierà la procedura di carica indicata con dei lampeggiamenti dei led, delle lucine, o non so, dipende dal condensatore ad ogni modo dopo pochi secondi dipende dalla capacità del condensatore e dalla reistenza dovrebbe essere carico e riceveresti il segnale di carica Spero si sia capito il procedimento, ad ogni modo l'importante è che interponi una qualsiasi resitenza, altrimenti c'è il rischio che ti fa il botto Re: caricare il condensatore a me mi hanno parlato di 10 ore di carica Re: caricare il condensatore.

    Se dopo parecchi minuti la lampadina non si spegne probabilmente c'è un cortocircuito, infatti in alcuni condensatori "multipli", ovvero costituiti da più condensatori in parallelo per aumentarne la potenza totale, vengono utilizzate delle staffe in metallo di lega inferiore per consentire le connessioni tra i poli dei condensatori e normalmente queste staffe servono anche da struttura di supporto ai condensatori stessi capitato oggi mentre installavo un condensatore boss le staffette che dovrebbero portare centinaia di ampere erano da un millimetro per 4 a stima Un cortocircuito in questa sezione potrebbe provocare un incendio o un'esplosione Quindi se installate un supercap fate molta attenzione ed utilizzate una lampadina per caricarlo prima di connettere il positivo!!!!

    Quello che dici è corretto, infatti sia l'utilizzo a macchina accesa che a macchina spenta permette sicuramente un miglior funzionamento dei finali ai quali questo componente è proprio rivolto e proprio per questo, a mio avviso almeno, ha un'incidenza maggiore quando la tensione è inferiore, poichè se la macchina è accesa la mia tensione sarà sui 14V se scende di 2V arriva a 12V ed gli amplificatori hanno una perdita di prestazioni se non sono stabilizzati ma non rischiano di fumare, se invece sono a macchina spenta a 12,5V e la tensione scende sempre di 2V vado a 10,5V e se ho dei classe D delicati fumano sicuramente.

    Se gli elettrolitici avessero davvero "emesso" tutta quella roba, probabilmente l'ampli non avrebbe "emesso" un suono caldo e pulito.

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    Giochi di parole a parte, l'ideale sarebbe misurare non tanto la capacità quanto la resistenza equivalente in serie ESR , più significativa ai fini di un'indagine sulla necessità di cambiare gli oggetti con altri nuovi. Quando l'elettrolita la sostanza interna soggetta a "invecchiamento", evaporazione, fuoriuscita, danno generico non è più efficiente come dovrebbe, in serie alla capacità compare una resistenza di alcuni ohm invece dei centesimi o millesimi che sarebbero l'ideale , e tale "intoppo aggiuntivo" ostacola il passaggio della corrente nei processi di carica e scarica che l'oggetto si trova a gestire cento volte al secondo.

    Ma c'è di più, perché dove compare una resistenza attraversata da corrente viene prodotto calore, e il calore accelera l'invecchiamento dell'elettrolita. Visti in foto i tuoi elettrolitici sembrano sani, e se al tatto non li senti più caldi del circuito stampato puoi azzardare l'ipotesi che lo siano davvero, e quindi mostrino ancora una ESR intorno ai 60 milliohm 0.

    Se hai un oscilloscopio puoi vedere il "ripple", cioè l'ondulazione residua sovrapposta alla tensione livellata che compare ai capi di ciascun elettrolitico. In mancanza di un oscilloscopio e di misuratore di ESR, ti restano solo due opzioni: li dissaldi e li cambi con altri nuovi; li dissaldi, li verifichi come puoi, e nel caso li rimetti a posto.

    Il processo di "verifica alla buona" richiede un semplice alimentatore variabile anche economico, purché con uscita in tensione continua: lo imposti al valore massimo in genere 30 o 32 volt ; colleghi in uscita il condensatore con la giusta polarità insieme ad un multimetro digitale; scolleghi il positivo dell'alimentatore e misuri il tempo che passa fino al momento in cui leggi sul multimetro un valore minimo, ad esempio 3 volt.

    Non puoi usare zero come valore minimo, perché noterai che gli elettrolitici, specie se di capacità importante, restano sempre un po' carichi, anche dopo un eventuale cortocircuito.

    Noterai pure che la tensione scende tanto più a picco quanto minore è l'impedenza d'ingresso del multimetro. Se entrambi gli oggetti danno all'incirca lo stesso risultato, puoi trarne due conclusioni: son tutti sani; son tutti invecchiati allo stesso modo.

    Per toglierti il dubbio potresti prendere un condensatore nuovo con le stesse caratteristiche e vedere come si comporta nelle stesse condizioni. Se sbagli perché non sai, commetti un errore.


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