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SCARICA LIBRI DA ANOBII

Posted on Author Arashikora Posted in Libri


    Anobii è la community online dedicata agli amanti dei libri. Registrati, scopri nuovi libri, scrivi le tue Recensioni e conosci lettori con i tuoi stessi gusti. molto classica, che si è rivelato un buon intrattenimento da pomeriggio invernale. Ho così. Come posso aggiungere un libro alla mia libreria? da Anobii si possono scaricare libri? se si può fare potete spiegarmi come si fa. grazie mille. Aggiornamento: potresti darmi i link. annea.info › topic › show › come-importare-tu.

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    Elisa Maestroni intervista Chiara Faggiolani seconda parte. Quello relativo alla piattaforma di social reading di Mondadori è un caso di studio di grande interesse. Basta ricordare che è il social reading più diffuso nel nostro Paese. La comunità di lettori italiana è la più vasta fra quelle di aNobii e supera i Anche il numero di libri e recensioni presenti è altissimo 8. Tracce, modelli, pratiche del social reading, a cura di Chiara Faggiolani e Maurizio Vivarelli, Milano, Editrice Bibliografica, , pag.

    Social reading, due approcci di analisi Interessante è la fisionomia degli utenti del social reading che è emersa dalla ricerca.

    Ma per trovare libri decenti hai qualche suggerimento?

    I nostri libri su Anobii

    Decenti ma scritte a partire dal Siamo post moderni, o no? Alcune delle mie letture preferite? La signorina else di schnitzler. La storia infinita di Ende.

    La cognizione del dolore di Gadda e anche altro, ma Gadda alla lunga esonda ; il maestro e margherita di bulgakov.. Oppure chiedi in uno dei forum. Per cercare occorre sapere altrimenti è enumerare ricorsiva mente tutte le occorrenze. Tu quali testi dopo il hai apprezzato di narrativa italiana o europea? Cinque titoli che ti hanno colpito… Daniele Imperi 11 Settembre alle Rispondi Non leggo narrativa italiana moderna. Hai provato a leggere David Mitchell e Tana French?

    O anche Dennis Lehane e E. Perché non leggi narrativa italiana post- moderna?

    Ritieni forse che sia sostanzialmente trash? Quando leggo e quando vedo un film voglio essere altrove, non ritrovarmi ancora in una realtà che non amo. Uno dei punti fondamentali di questo progetto è di essersi sviluppato come un lavoro di squadra, una squadra interdisciplinare: giusto? Io avevo già manifestato e maturato questa consapevolezza nel progetto che ha preceduto questo: Perce.

    La percezione della lettura in Italia al tempo del social reading. È in questo spazio che noi andiamo a rintracciare conversazioni dedicate al tema dei libri. Questo deriva in parte anche dal fatto che ho una formazione interdisciplinare. Mi sono laureata in Scienze della comunicazione, poi ho conseguito un dottorato in Scienze del libro e del documento, e quindi ho deciso di ampliare la mia formazione con un master in Data Science.

    Perché avete scelto un social reading come aNobii per la vostra ricerca? La scelta di aNobii nasce da due circostanze. La prima maturata in modo molto razionale, ragionando sul fatto che aNobii è la piattaforma social reading che raccoglie la più grande comunità di lettori italiani e noi volevamo confrontarci con questo tipo di realtà, visto che il nostro era uno studio dedicato ai comportamenti di lettura del nostro Paese.

    La seconda è stata una circostanza fortunata, cioè il fatto di aver intercettato nel nostro percorso di ricerca una persona come Edoardo Brugnatelli, molto sensibile a questi temi, che si occupa e conosce bene aNobii, per via del suo ruolo.

    Di fatto è un dato che ha caratteristiche particolari. Si pensi al paradigma delle sette V, volume, varietà, velocità, veridicità ecc.

    Ma cos’è Anobii?

    Vi è molto interesse oggi attorno ai big data ed è legittimo, perché si tratta di una grandissima opportunità per la ricerca e in tutte le discipline. Personalmente sono convinta del contrario. Quindi è molto importante avere una conoscenza di base delle fonti da cui i dati vengono estratti.

    La stessa cosa vale per i social network generalisti. Le persone che utilizzano Twitter, hanno un profilo socio-demografico molto diverso da quelle che utilizzano Facebook. Bisogna tentare di non decontestualizzare questa tipologia di dati, ma di portarsi dietro il dato e il contesto in cui viene generato e, ancora più importante, fare una sorta di triangolazione: unire le analisi che possono derivare da questi dati con fonti della statistica ufficiale per esempio.

    A mio avviso le fonti che utilizziamo tradizionalmente non possono essere abbandonate per gli studi sulla lettura. Anche perché sono fonti autorevoli che consentono una conoscenza storica: la prima indagine ISTAT sulla lettura è del I big data hanno modificato il modo di fare ricerca e di fare analisi?

    Lo modificano molto. Lo stesso modello di ricerca cambia completamente quando si lavora con questa tipologia di dato. Non sono ancora convinta che questo tipo di approccio possa sostituire i precedenti e comunque penso sia necessaria molta consapevolezza sulle criticità dal punto di vista metodologico. Non si tratta di questo, naturalmente, ma della possibilità di mettere in contatto il giusto libro con il suo lettore.

    Quindi, sul fronte della filiera editoriale, direi che questa è una delle ricadute possibili: comincia ad esserci anche un certo tipo di interesse da parte degli editori, molto recente in Italia. Anche i cataloghi gli OPAC per esempio, potrebbero essere utilizzati in modo tale da rintracciare, da tenere traccia dei comportamenti di ricerca degli utenti, e quindi poter offrire un servizio in qualche modo più performante.

    No, non è da escludere in linea teorica. Questo è il punto centrale.

    Purtroppo oggi — e questa è la verità — non sappiamo più che significato ha la lettura per le persone. Perché gli strumenti digitali hanno modificato completamente la percezione di questa attività. È cambiata, ad esempio, la concezione del tempo che possiamo dedicare alla lettura.

    Se io adesso le chiedessi cosa è per lei il tempo libero o quanto tempo libero lei ha a disposizione, scommetto che avrebbe difficoltà a darmi una risposta certa. Verso la sentiment analysis del lettore La gestione di dati emozionali o sentimentali come avviene?

    Sono dati appunto molto soggettivi e molto variabili. Dico bene? Diciamo che il meccanismo di lavoro sui big data è garantito dalla quantità.

    Vi sono altri esempi di ricerche o di start up che si sono dedicate a studi di questo genere? Ad esempio in Spagna molto interessante è il progetto Tekstum. Sanno benissimo che il tema big data è un tema nascente, molto caldo e danno vita a questa start up che ha come core business quello di sviluppare un algoritmo per la sentiment analysis del settore editoriale.

    Questo progetto è stato fonte di ispirazione per la vostra ricerca?

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    Non direi fonte di ispirazione. Sono due progetti nati parallelamente. Quando ho scoperto Tekstum , lavoravo già da tempo su questi temi.

    Più che fonte di ispirazione, è stata una conferma: che quella che stiamo entrambi affrontando è una strada sicuramente interessante. A livello anche aziendale, per i singoli enti, come le biblioteche. Certo, assolutamente! Io credo che in futuro necessariamente ci si dovrebbe preoccupare sempre più di questi aspetti.


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